Fauré, Requiem

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Tra le opere sacre divenute pilastri del repertorio, il Requiem di Fauré occupa un posto unico. Lontano dai requiem operistici o grandiosi di Mozart, Berlioz, Brahms o Verdi, si tratta di una partitura intima, composta con mezzi modesti, ma dotata di un inconfondibile fascino francese. Fauré non intendeva superare i suoi illustri predecessori, bensì riflettere la propria epoca, quando la pietà parigina cercava di essere accessibile ai fedeli; egli si avvicina piuttosto ai più recenti requiem di Liszt e Saint-Saëns.

 

Eseguita per la prima volta nel 1888 nella chiesa della Madeleine per una celebrazione di Capodanno di un architetto, quest’opera, che presenta (erroneamente) un tono confessionale, ottenne rapidamente grande successo in concerto. «Il mio Requiem», disse, «è stato definito come privo del terrore della morte; qualcuno lo ha chiamato una ninna nanna della morte. Ma è così che io vedo la morte: come una felice liberazione, un’aspirazione alla felicità dell’aldilà, piuttosto che un passaggio doloroso.»

 

Nell’anno centenario della morte di Gabriel Fauré, è naturale eseguire la sua opera sacra più emblematica: il Requiem composto alla Madeleine per il centenario dell’esecuzione di Luigi XVI il 21 gennaio 1893. Numerose esecuzioni seguirono in tutto il mondo, spesso in versioni ampliate per le sale da concerto. Victor Jacob ha scelto di eseguire la versione “da chiesa” di questo profondamente ispirato Requiem con orchestra da camera (senza violini ma con viole!), utilizzando l’arrangiamento del 1893. Il programma è completato da opere sacre di Rossini, Schubert e Brahms, che mettono splendidamente in luce il coro, tanto caro a Fauré come maestro di cappella della Madeleine. Il Coro e l’Orchestra della Royal Opera del Palazzo di Versailles offrono una cornice sublime a questa raccolta di capolavori…

 

Royal Opera Productions.

 

Programma e cast

Isaure Brunner, Alexandre Adra*

Membro dell’Accademia dell’Opera Reale – Classe 2025/2027

Coro e Orchestra dell’Opera Reale

Victor Jacob, Direzione

Cappella Reale di Versailles

La Cappella Reale fu completata nel 1710 alla fine del regno di Luigi XIV. Jules Hardouin-Mansart propose il progetto al re nel 1669. Il Primo Architetto morì nel 1708 senza vedere la fine dei lavori che furono ripresi dal cognato Robert De Cotte. Il monarca regnante veniva solo per le grandi feste religiose dove riceveva la comunione, per le cerimonie dell'Ordine di Santo Spirito, per i battesimi e i matrimoni dei figli reali celebrati dal 1710 al 1789. Questa eccezionale cappella palatina fu utilizzata anche per una vasta gamma di cerimonie religiose, tra cui il matrimonio dell'arciduchessa Maria Antonietta con il futuro Luigi XVI.

Sopra l'altare, intorno all'organo di Clicquot decorato con un fine rilievo del re David, suonato da grandi maestri come François Couperin, la musica della Cappella, famosa in tutta Europa, cantava mottetti ogni giorno durante tutti i servizi religiosi. Oggi risuonano in questa maestosa architettura il Dixit Dominus o il Messiah di Handel, gli Oratori, il Magnificat, le Cantate o le Passioni di Bach, lo Stabat Mater di Pergolesi o il Te Deum di Charpentier.

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